lunedì 6 ottobre 2014

Lo stato e la Chiesa secondo Chesterton

chester
 
 
In un breve brano, con la consueta divertente (e divertita) vivacità, G. K. Chesterton tratteggia uno schizzo della storia dei rapporti tra Stato e Chiesa. Ne emerge una disamina lucida e sentita, un antidoto contro le trite e sterili polemiche che caratterizzano un certo dibattito contemporaneo. Ancora una volta, negli scritti dell’inglese, la Chiesa appare come la regina immutabile dei tempi, la rocca salvifica in un mondo liquido, sciocco e mutevole.
 
La Chiesa, per dirla volgarmente, ha sempre mantenuto le distanze nei confronti dello Stato e dei suoi esperimenti.
Vi sono naturalmente delle eccezioni: come quando un imperatore perseguita la Chiesa o la Chiesa scomunica l’imperatore. Non ci si può aspettare che la Chiesa concordi in molto, persino nella maniera più fredda possibile, con Nerone o con il movimento ateistico di Mosca.
Ma è più facile trovarla alla stessa distanza in cui si trova ora nei confronti dello Stato totalitario. Leone XIII mantenne quella distanza nei confronti dello Stato repubblicano francese. Pochi cattolici hanno dovuto, in origine, mantenere una maggiore distanza, persino dalla Rivoluzione Francese.
Ma gli stessi nemici ci serviranno per ricordare che l’argomento tocca un punto di vitale importanza. E’ lo stato che cambia; è lo Stato che distrugge; ed è quasi sempre lo Stato che perseguita Lo Stato totalitario sta spazzando via completamente tutte le nostre tradizionali idee di libertà, ancor di più di ciò che fece la Rivoluzione francese nei confronti dei tradizionali ideali di fedeltà.
La Chiesa scomunica, ma proprio quella parola implica che è possibile rientrare nella comunione per il comunicante reintegrato. Lo Stato compie gli stermini: è lo Stato che abolisce assolutamente senza riserve, sia che si tratti dello Stato americano che prioibisce la birra, o lo Stato fascista che sopprime i partiti, o lo Stato nazista che mette al bando tutto, ad eccezione di se stesso.
 
The Well and the Shallows (1935)
 
Citazione a cura di Luca Fumagalli - http://radiospada.org/