giovedì 7 giugno 2012

La pseudo-riforma: suoi principali errori (Parte I) Commissione di studio ispirata al pensiero di Plinio Corrêa de Oliveira

"L'orgoglio e la sensualità, nel cui soddisfacimento consiste il piacere della vita pagana, suscitarono il protestantesimo. L'orgoglio diede origine allo spirito di dubbio, al libero esame, all'interpretazione naturalistica della Scrittura. Produsse la rivolta contro l'autorità ecclesiastica, espressa in tutte le sette con la negazione del carattere monarchico della Chiesa universale, cioè dalla rivolta contro il papato. Alcune, più radicali, negarono anche quella che si potrebbe chiamare l'alta aristocrazia della Chiesa, ossia i vescovi, suoi prìncipi. Altre ancora negarono lo stesso sacerdozio gerarchico, riducendolo a una semplice delegazione del popolo, unico vero detentore del potere sacerdotale. Sul piano morale, il trionfo della sensualità nel protestantesimo si affermò con la soppressione del celibato ecclesiastico e con l'introduzione del divorzio". (Rivoluzione e Contro-Rivoluzione, Parte I, Cap. III, 5/B).

Le cause della Pseudo-Riforma: sguardo generale


La Rivoluzione Protestante, detta Pseudo-Riforma, cioè falsa riforma, costituì, insieme al Rinascimento, la prima tappa del processo plurisecolare di distruzione della Civiltà Cristiana, iniziato con la decadenza del medioevo.

Rinascimento e Protestantesimo sono movimenti legati intimamente. Entrambi ebbero le stesse cause. Nonostante ciò, in alcune parti d'Europa, lo spirito che diede origine al Rinascimento "si sviluppò senza portare all'apostasia formale. Notevoli resistenze gli si opposero. E anche quando si installava nelle anime, non osava chiedere, almeno all'inizio, una rottura formale con la fede. Ma in altri paesi attaccò apertamente la Chiesa. L'orgoglio e la sensualità, nella cui soddisfazione consiste il piacere della vita pagana, suscitarono il protestantesimo" (Rivoluzione e Contro-Rivoluzione, Parte I, cap. III, 5/B).

Certi manuali di storia presentano come cause del protestantesimo alcuni fatti che, a prima vista, possono causare una certa impressione, almeno in un lettore poco accorto. Nonostante questo, analizzati obiettivamente, tali fatti non hanno alcun fondamento. Andiamo ad esaminare brevemente alcune delle pretese cause della Pseudo-Riforma.

Dando risalto al fattore liberale e ugualitario nel protestantesimo, così come per l'umanesimo ed il Rinascimento, non pretendiamo di negare che altre cause abbiano concorso alla genesi ed espansione di questo movimento. Diciamo solo che, all'origine, nella psicologia, nelle dottrine, in quello che oggi chiameremmo aspetto propagandistico e nelle realizzazioni del movimento, l'azione delle tendenze disordinate, di senso radicalmente anarchico ed ugualitario, giocò il ruolo di forza maestra.

Cause della Rivoluzione Protestante. Confutazione degli errori più diffusi

1) La Chiesa Cattolica era in una fase di decadenza. Gli abusi proliferavano, la vendita di cariche ecclesiastiche, il lusso in cui viveva l'alto clero e la corruzione di molti prelati, scandalizzavano i fedeli. La Riforma fu una reazione a questo stato di cose, ed ebbe l'obiettivo di restaurare la Chiesa e ristabilirne la sua semplicità primitiva.

Confutazione. Certamente, anche senza prestare fede a tutte le esagerazioni presentate da certi libri di storia, nell'epoca vi erano molti abusi e la decadenza dei costumi ecclesiastici era grande, ma era molta anche la virtù e la santità, basta citare il nome di S. Francesco di Paola, morto nel 1507. Comunque, gli storici moderni riconoscono che non fu questa la vera causa della Rivoluzione Protestante. La Riforma cattolica, quella che davvero corresse gli abusi esistenti, ebbe inizio prima che Lutero cominciasse la diffusione dei suoi errori. Pertanto, quando esplose la Pseudo-Riforma, le condizioni della Chiesa erano migliorate sensibilmente e i veri riformatori cattolici avevano già iniziato la loro opera rigeneratrice.


Inoltre, la vita corrotta di Lutero e di altri falsi riformatori smentisce il loro ruolo di moralizzatori. Essi, al contrario, contribuirono ad aumentare la decadenza dei costumi, permettendo l'introduzione del divorzio e persino la bigamia, oltre ad abolire il celibato ecclesiastico. Inoltre, ciò che i protestanti attaccavano non erano gli eventuali abusi, ma la stessa istituzione gerarchica del clero e quello che la dottrina cattolica aveva di più essenziale. La dottrina di Lutero ben mostra che egli predicava una nuova religione, e non una riforma nella Chiesa Cattolica.

2) La Bibbia, parola di Dio, era sconosciuta dai fedeli; i sacerdoti la nascondevano per imporre al popolo minuto una religione che non corrispondeva ai veri insegnamenti di Cristo, e conservare così i loro privilegi personali.

Confutazione. La Chiesa ha sempre raccomandato ai fedeli cautela nella lettura della Bibbia, per la grande difficoltà di interpretazione di alcuni passaggi. Questo però non significa che in quell'epoca i fedeli non potessero leggere i Libri Sacri. Molto prima di Lutero, con lo sviluppo della stampa, la Bibbia era largamente diffusa per i vari paesi d'Europa. Dalla comparsa della stampa fino al 1520, furono fatte 156 edizioni della Bibbia in latino. Per il pubblico che non capiva il latino, furono fatte numerose traduzioni in vernacolo. Fra il 1466 e il 1520, furono fatte 22 edizioni della Bibbia tradotta in tedesco. La prima traduzione italiana data 1471, quella olandese 1477, quella francese 1487 e quella spagnola 1485. Ogni edizione contava dai 250 ai 1600 esemplari. Pertanto, l'affermazione che furono i protestanti a dare al popolo la possibilità di leggere la Bibbia, altro non è che una delle tante invenzioni create dall'odio alla Chiesa Cattolica, senza alcun fondamento storico.

3) La Religione, come anche tutta la società umana, è frutto dell'economia. Le grandi trasformazioni economiche del secolo XVI ebbero ripercussioni in campo religioso, dando origine alla Riforma Protestante.


Confutazione. Questa tesi è frutto dell'interpretazione marxista della Storia. È il materialismo storico che colloca la economia come base intorno alla quale ruotano gli avvenimenti umani. Se questa tesi fosse vera, la Riforma Protestante avrebbe dovuto scoppiare in Italia, che era senza dubbio la più "avanzata" regione europea dell'epoca, prosperava enormemente e i suoi uomini d'affari manovravano gran parte dell'economia di allora. Basta ricordare l'esempio dei Medici, per avere un'idea dello sviluppo economico della Penisola. La borghesia italiana era una delle più prospere e importanti del XVI secolo. Invece la Rivoluzione Protestante ebbe i primi successi in Germania, a quel tempo meno sviluppata economicamente. Conviene anche ricordare che i grandi uomini d'affari, quelli che manovravano grandi fortune, fino al secolo XVI erano nella maggioranza cattolici.

4) La Riforma fu una conseguenza dell'ambizione dei principi tedeschi, che volevano impossessarsi dei beni della Chiesa e sottrarsi all'autorità dell'Imperatore.

Confutazione. È certo che l'ambizione dei prìncipi tedeschi contribuì poderosamente al consolidamento e all'espansione dell'eresia, così come è certo che alcuni di essi cercarono di trarre vantaggi politici ed economici dalla lotta religiosa. Ma è anche storicamente provato, che la maggioranza dei prìncipi che appoggiarono Lutero, agì per ragioni religiose. D'altra parte, la posizione dei prìncipi che appoggiavano la Rivoluzione Protestante non era comoda come si potrebbe credere. In Germania, per esempio, i prìncipi protestanti dovettero combattere una lunga guerra contro l'Imperatore Carlo V. Appoggiare i protestanti non era davvero vantaggioso per i prìncipi che correvano il rischio, in caso di sconfitta, di perdere i loro stessi beni. Del resto, vi furono anche dei prìncipi cattolici che, pur perseguitando i protestanti, confiscarono i beni ecclesiastici, come ad esempio Francesco I di Francia.


5) Il protestantesimo fu il frutto della rivolta delle classi umili contro le oligarchie ecclesiastiche e civili dominanti nell'epoca.

Confutazione. Questa tesi può essere confutata col solo fatto che c'erano protestanti in tutte le classi sociali, dai contadini alla più alta nobiltà, e la parte più attiva del protestantesimo era precisamente costituita dall'alto clero, la borghesia e la nobiltà. Basta citare l'esempio dell'Inghilterra nella quale Re Enrico VIII - con l'appoggio dell'episcopato e della nobiltà- portò tutta la nazione all'apostasia.

6) Papa Leone X, allo scopo di raccogliere del denaro per costruire la Basilica di S. Pietro, illudeva il popolo ignorante con la vendita delle indulgenze. Lutero si ribellò a ciò e cercò di illuminare il popolo. Solo per questa ragione fu scomunicato.


Confutazione. Indulgenza, nel senso più ampio della parola, significa perdono di una colpa o pena meritata. In linguaggio teologico il termine viene usato in senso più ristretto, e significa condono della pena che si dovrebbe soffrire in purgatorio per i peccati già commessi, e già perdonati quanto alla colpa. Iddio, nel perdonare i peccati, può riservare ad essi una certa pena o castigo da soffrire in Purgatorio. Per evitare questa pena abbiamo due modi. Uno consiste nella pratica di buone opere compiuta in Grazia di Dio, l'altro è quello di lucrare indulgenze, mediante le quali l'autorità ecclesiastica condona in tutto o in parte questa pena, applicando in nostro favore le azioni soddisfattorie di Cristo e dei santi. Per lucrare le indulgenze, oltre ai requisiti che prescrive chi le concede, è necessario essere in Grazia di Dio. La dottrina delle indulgenze fu sempre accettata e posta in pratica nella Chiesa. Papa Leone X, per raccogliere fondi per la costruzione della Basilica di S. Pietro, concesse una indulgenza plenaria a chi, essendo nelle dovute disposizioni per lucrarla, facesse una elemosina a questo fine. Lutero, che non ammetteva la necessità della cooperazione dell'uomo nell'opera della salvezza, non accettava la dottrina sulle indulgenze. Vi possono essere stati degli abusi, ma fu contro la dottrina cattolica su questo punto che Lutero si ribellò. Inoltre, la "questione delle indulgenze" fu un mero pretesto per la rivolta: già diversi anni prima, Lutero difendeva e propagandava idee apertamente eretiche, e, dietro alla questione delle indulgenze, c'era la negazione di vari altri punti di dottrina.

I precursori della Pseudo-Riforma

Come insegna il Prof. Plinio Correa de Oliveira in "Rivoluzione e Contro-Rivoluzione", la Rivoluzione è un processo. Dunque, gli errori protestanti non apparvero da un momento all'altro. Nel corso del processo di decadenza del medioevo, vari eresiarchi tentarono di imporre le dottrine che più tardi furono difese da Lutero e Calvino: furono i precursori della Rivoluzione Protestante. I due più importanti sono Wiclef e Jan Huss.


Wiclef

Nel secolo XIV (1324-1384), professore nell'università di Oxford, in Inghilterra, cominciò ad attaccare vari punti della dottrina della Chiesa: negava la transustanziazione, combatteva le indulgenze, il culto dei santi e delle reliquie, presentava la Bibbia come l'unica fonte della Rivelazione, condannava il celibato ecclesiastico, non accettava la tradizione, attaccava l'autorità del Papa e ogni e qualsiasi gerarchia ecclesiastica. Come certi eresiarchi moderni, parlava della necessità di far tornare la Chiesa alla sua semplicità primitiva. Certe eresie moderne sono ben più anacronistiche di quel che sembra... Condannato nel 1382, Wiclef ritrattò, ma i suoi seguaci più esaltati continuarono il movimento cercando di stabilire in Inghilterra una chiesa scismatica. Dominati da un fanatismo estremo, provocarono diversi conflitti e l'autorità civile fu obbligata ad intervenire, giustiziandone molti. Secondo un noto storico francese, la nuova chiesa da Wiclef fu una prefigurazione della Chiesa di Lutero e Calvino.

Jan Huss

L'antica Boemia, che oggi occupa metà della Cecoslovacchia, fu per molto tempo un focolaio di eresie. La principale fu diffusa da Jan Huss, rettore dell'università di Praga. Huss era un seguace delle dottrine di Wiclef. Secondo quanto egli affermava, il potere temporale del Papa era stato creato da Costantino ed era stata la causa dell'allontanamento dall'ideale primitivo. Tutti i mali che la Chiesa soffriva in quell'epoca, a suo giudizio, avevano la loro radice in questo punto. Il rimedio era allora far tornare la Chiesa alla sua purezza primitiva. Se Jan Huss vivesse nel XX secolo in certi ambienti avrebbe il successo assicurato... Per ottenere consensi per le sue dottrine, Jan Huss cercò di sfruttare il sentimento patriottico della popolazione locale. La Boemia viveva sotto il dominio del Sacro Romano Impero e la casa d'Austria, che in quell'epoca governava lo Impero ed era la grande paladina dell'ortodossia: da questo nacque la repulsione di Huss anche per essa. Jan Huss fu scomunicato da Papa Alessandro V e condannato al rogo dal Concilio di Costanza nel 1415; lo stesso destino ebbe il suo principale discepolo, Girolamo da Praga. In conseguenza di questo, i suoi seguaci, gli hussiti, provocarono una lunga guerra civile che durò fino al 1471.
continua...